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Sorge alla pendici dell’omonimo colle e a questo deve il suo nome dall’etimologia, però, assai oscura. La sua origine risale all’epoca medievale, come testimoniano, tra l’altro, numerosi reperti archeologici. Tra i primi signori che si occuparono della giurisdizione del borgo figurano gli Abate. Successivamente l’amministrazione del casale fu esercitata dalla famiglia Moncada. Verso la fine del XIV secolo, invece, il potere passò nelle mani del nobile Fortunio di Caruso. Notizie più sicure si hanno, invece, circa la costituzione dell’attuale nucleo urbano, fondato alla fine del 1500 dal feudatario Gastone Bellacera. Nel 1672 il feudo passò sotto il governo di Michele Gravina, cui fu concesso il titolo di principe. Nell’XIX secolo conobbe una rapida e improvvisa crescita, stimolata dal successo dell’attività mineraria. Nel 1859 qui fu innalzato il primo vessillo tricolore della provincia, a testimonianza dell’entusiasmo con cui aveva partecipato al Risorgimento; il gesto fu duramente represso dalla polizia borbonica. Tra le testimonianze storico-architettoniche dei secoli passati si segnalano: la chiesa madre, dedicata a San Giacomo Maggiore, edificata nell’anno 1675; la parrocchiale dell’Immacolata e l’annesso convento, costruiti nel XVIII secolo; il palazzo Bellacera, eretto nel 1631, oggi sede della biblioteca comunale e di un Antiquarium in cui si possono ripercorrere i settemila anni di storia di queste terre; il palazzo baronale del XVI secolo. Poco lontano dal centro abitato è possibile ammirare i reperti dei siti archeologici di contrada La Pietra e di località Piazza Medico, laddove è stato riportato alla luce un insediamento agricolo di origini romane.     

Comitini